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Da venerdì a Fano la mostra “In volo con Licini. Un Angelo verrà a prendermi”

Da venerdì a Fano la mostra “In volo con Licini. Un Angelo verrà a prendermi”

FANO – Allestire una esposizione delle opere di Osvaldo Licini è quanto mai complicato, sia per la rarità della sua produzione, sia per la loro dispersione presso Istituti e collezionisti privati che difficilmente acconsentono al prestito. Grazie al suo Direttore e curatore della mostra Stefano Papetti, si è presentata la possibilità di ricorrere principalmente alle opere del pittore conservate presso la Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini” di Ascoli Piceno, l’unico museo pubblico intitolato al pittore marchigiano, presso la quale sono depositate tele e disegni provenienti dalla collezione di Caterina Celi Hellstrom, figlia adottiva della moglie di Licini. Altri prestiti sono stati concessi dal Museo di Arte Contemporanea MART di Trento e Rovereto e da privati.

L’inaugurazione della Mostra “In volo con Licini. Un Angelo verrà a Prendermi”, sostenuta ed organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano è in programma venerdì 26 luglio alle ore 18, presso la Pinacoteca San Domenico. Nell’occasione il professor Stefano Papetti, curatore della Mostra, presenterà la sua lectio su: “Osvaldo Licini e la sua ricerca”.

“Artista ‘Errante, erotico, eretico’ come lui stesso amava definirsi – scrive Stefano Papetti – Osvaldo Licini nacque nel borgo di Monte Vidon Corrado nel 1894 e frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna dove ebbe compagno di studi Giorgio Morandi con il quale, contagiato dallo spirito ribelle del Futurismo, realizzò nel 1914 la sua prima mostra presso l’Hotel Baglioni. Ferito durante un’azione bellica nel 1916, Licini trascorse la convalescenza a Parigi dove da tempo risiedevano i genitori e nella capitale francese ebbe modo di frequentare Modigliani, Cezanne, Matisse e Picasso, esponendo le sue opere in varie mostre collettive. Dal 1926 Licini decise di trasferirsi nel remoto borgo natio dove riteneva che, lontano dal caos della grande metropoli, avrebbe potuto trovare la concentrazione necessaria per portare avanti la sua attività accanto alla giovane moglie, la pittrice svedese Nanny Hellstrom che aveva conosciuto a Parigi.

Agli anni trenta risalgono le sue opere astratte ed i contatti con la galleria milanese “Il Milione” che lo vedono dialogare con gli altri esponenti dell’astrattismo italiano pur interpretando la ricerca geometrica in modo assai autonomo. Afferma in quegli anni che riconosce la poesia anche nella geometria. Negli anni quaranta approda ad una sorta di personale interpretazione del Surrealismo (si definisce allora ‘surrealista a modo mio’) che si concretizza nella elaborazione delle più note icone liciniane come le Amalassunte, visioni lunari che nel nome uniscono la perfidia della regina dei Goti alla bontà della Vergine assunta, e gli Angeli Ribelli, figure autobiografiche di esseri alati dotati di corna e di coda. Dopo aver partecipato a varie edizioni della Biennale di Venezia, nel 1958 gli venne dedicata una mostra monografica e Licini ricevette il Gran Premio Internazionale della Pittura dalle mani del Presidente della Repubblica Gronchi. Soltanto un mese più tardi l’artista si spegneva nella amata dimora di Monte Vidon Corrado oggi divenuta una casa museo. La mostra intende ripercorre questa vicenda artistica ed esistenziale”.

La mostra, allestita a Palazzo Bracci Pagani, sarà visitabile fino all’8 settembre tutti i giorni (tranne lunedì) dalle 21 alle 23. In seguito venerdì, sabato, domenica dalle 17,30 alle 19,30. Ingresso libero.

“Già da tempo si pensava di dedicare una mostra al nostro corregionale Osvaldo Licini – dice il presidente della Fondazione Carifano Giorgio Gragnola – continuando così l’impresa di portare a Fano il meglio dell’arte contemporanea lungo la linea, da anni tracciata, della più consapevole conoscenza di quanti nel territorio ne sono stati protagonisti per qualità ed eccellenza. Un progetto, riguardo al pittore di Monte Vidon Corrado, che si presentava tutt’altro che semplice e un impegno, anche sotto l’aspetto della disponibilità economica decisamente importante. Ma l’idea non poteva essere abbandonata ed è stata ripresa adesso grazie alla collaborazione e al prestito di opere concesso da parte della Galleria Licini di Ascoli Piceno, del Mart di Rovereto, della Casa Museo Licini di Monte Vidon Corrado e di altri generosi collezionisti privati. Meglio di quanto possa dire io di lui e del suo genio lo faranno certo i curatori della mostra che ringrazio per la prestigiosa partecipazione. A loro porto la gratitudine della Fondazione non meno che agli Enti e ai collezionisti prestatori delle opere. E grazie anche a quanti, impegnati in vario entusiasmante modo, hanno messo insieme quest’altro gioiello della serie di eventi destinati al bene pubblico, di cui la Fondazione Carifano vanta con punta d’orgoglio, la conduzione”.

Oltre alla lectio di Papetti in occasione della inaugurazione della mostra (26/7), sono previsti altri due incontri di approfondimento:

OSVALDO LICINI E GIACOMO LEOPARDI (Sabato 14 Settembre 2024 / ore 21,15 – S. Domenico) FRANCESCO  SBERLATI: “Amalassunta è la Luna – Licini e il sarcasmo di Leopardi” (Cattedra di Filologia – Università di Bologna)

CERIMONIA DI CHIUSURA (Sabato 26 Ottobre 2024 / ore 17,30 – Sala di Rappresentanza della Fondazione)
DANIELA SIMONI: “Le origini dell’astrazione in Italia. Licini e la Galleria del Milione”
(Direttrice Casa Museo e Centro Studi “O. LICINI”-  Monte Vidon Corrado)

 

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